Bonus bebè ma non solo

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Il bambino e il sole in montagna
maggio 5, 2016
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Bonus bebè ma non solo. Ecco un riassunto delle principali novità a favore delle famiglie previste dalla bozza di legge di stabilità.

Bonus bebè ma non solo. Ecco un riassunto delle principali novità che potrebbero interessare i genitori, previste dalla bozza di legge di stabilità per il 2015. Il testo ha ottenuto il visto della Ragioneria dello stato ed è stato trasmesso in Quirinale. Per il via libera definitivo dovrà passare alle Camere.

1) Bonus 80 euro per chi ha reddito fino a 26mila euro
Stabilizzazione del fondo bonus 80 euro: i lavoratori con reddito annuo lordo fino a 26 mila euro si vedranno confermato il bonus da 80 euro.

2) Bonus bebè da 80 euro per i primi tre anni di vita
L’articolo 13 della legge di stabilità 2015 stabilisce delle misure a favore della famiglia. Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle relative spese per il sostegno, per ogni figlio nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, è riconosciuto un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione.

Tale assegno è corrisposto fino al compimento del terzo anno. È concesso a tutti i residenti in Italia e a condizione che i genitori abbiano conseguito, nell’anno solare precedente a quello di nascita del bambino beneficiario, un reddito complessivamente non superiore a 90.000 euro. L’assegno è corrisposto a carico dell’INPS.

Nello stato di previsione del ministero dell’economia e delle finanze è istituito un Fondo con la dotazione di 298 milioni per l’anno 2015, da destinare a interventi a favore della famiglia. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sono individuati la destinazione del fondo, i criteri di riparto, l’individuazione degli obiettivi e le conseguenti disposizioni attuative.

3) Tfr volontariamente in busta paga
In via sperimentale, in relazione ai periodo di paga decorrenti dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici e i lavoratori del settore agricolo, che abbiamo un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo lavoratore possono richiedere al datore di lavoro di percepire la quota maturata, compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare, tramite liquidazione diretta mensile.

La predetta parte integrativa della retribuzione è assoggettata a tassazione ordinaria e non è imponibile ai fini previdenziali. Lo Stato non anticiperà nulla per non rimanere a corto di liquidità, problema a cui si è ovviato invece per le imprese grazie a un accordo con le banche e a una garanzia pubblica da 100 milioni.

4) Carta acquisti o social card
A decorrere dall’anno 2015 è incrementato di 250 milioni di euro il fondo relativo alla carta acquisti o Social Card.

5) Rilancio del piano di sviluppo dei servizi per la prima infanzia
Lo stanziamento del fondo nazionale per le politiche sociali è incrementato di 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015. Nell’ambito delle risorse del Fondo, è individuata in sede di riparto alle regioni, mediante intesa in Conferenza Unificata, una quota fino a un massimo di 100 milioni di euro destinata al rilancio del piano di sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, finalizzati al raggiungimento di determinati obiettivi di servizio, nelle more della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.

Fonte: NostroFiglio.it di Centro Studi Sintesi

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