Le 7 cose (semiserie) che soltanto le mamme di figli maschi possono capire

foto-articolo_5
Genitori ecologici, 25 consigli pratici per vivere bio e risparmiare
aprile 1, 2013
foto-articolo_4
Alimentazione bambini, 4 regole per mangiare sano
ottobre 14, 2013
foto-articolo_3

C’è differenza tra maschietto e femmininuccia? Se Sarah Cottrell, mamma di due bimbi maschi, spiega sull’Huffington Post che cambiano shopping, giochi e coccole, per Klarissa, mamma italiana e blogger, un maschietto lo riconoscete dalla passione per auto e vermi.

Ecco 7 cose da sapere sui maschietti

C’è chi dice che è più facile crescere un maschietto che una femminuccia, c’è chi è convinto del contrario, c’è chi sostiene che non ci sia differenza perché ognuno dei due sessi è capace di provocare grattacapi ai genitori in alcune questioni particolari. Secondo Sarah Cottrell, che è mamma di due bimbi maschi e ha pubblicato le proprie riflessioni sul blog dell’Huffington Post, le femmine potranno anche essere meglio, o peggiori, o chissà… Ma ci sono cinque cose che solo chi ha un figlio maschio può capire.

  1. Lo shopping
    Comprare vestiti per un maschietto, sostiene, è un’attività ridicola e irritante. “Ogni negozio in cui sono mai entrata ha file e file di attaccapanni pieni di adorabili vestitini femminili. E UN SINGOLO attaccapanni di abitini maschili. Con motivi militari o sportivi o con un logo talmente grande che da 100 metri di distanza si potrebbe dire che marca veste mio figlio. E io odio tutto ciò”.
  1. Artigli e ruggiti
    I maschietti adorano giocare alla lotta. E se uno ha 5 anni e l’altro 1, sono molto attratti dagli animali. Il mix perfetto è giocare ai leoni nella foresta, soprattutto se hanno appena visto cartoni animati a tema, come il Re Leone. “Ma cercare di spiegare loro che i leoni lottano FUORI casa e non dentro, è una battaglia persa. Le 20 volte al giorno spese per ricordare loro che non si può lottare ruggendo e graffiandosi per stabilire chi abbia diritto a regnare sul soggiorno sono parole buttate”.
  1. Rumore e sporcizia
    Può darsi che certi giochi piacciano anche alle femminucce, ma la probabilità che piacciano a un maschio è del 1000%: “Sono interessati meno di zero a una qualsiasi attività a meno che non scoprano che c’è la possibilità di far baccano o di sporcarsi. A quel punto la loro attenzione è totale, e niente può distrarli. Se avete un giardino, ha piovuto e loro hanno appena visto un documentario sugli ippopotami, state pur certi che correranno a gettarsi nel fango, cercheranno di seppellircisi e poi se lo getteranno addosso. Perché? Perché gli ippopotami fanno così, ovviamente…”.
  1. Qualsiasi oggetto può volare
    Non è vero, ovviamente, ma se lo dice la mamma i maschietti non ci credono. Devono verificare di persona. E quindi lanceranno in aria qualsiasi cosa, dalle macchinine ai libri, dal cesto della biancheria sporca ai giocattoli, cercando di farlo volare. “Il mio terrore è che prima o poi mi chiameranno dal pronto soccorso dicendomi che mio figlio si è rotto un braccio lanciandosi dal tetto del garage per provare a volare con un paio d’ali di cartone dopo aver visto i progetti di Leonardo Da Vinci”.
  1. Le coccole sono adorabili
    Ovviamente ciò vale anche per le bambine, ma “quando un maschietto ha passato la giornata correndo, saltando, gridando, sporcandosi e sporcando in giro senza un minuto di sosta, la sera quando è stanco e vi si ranicchia contro la sensazione è la più dolce che esista”.
    Ma se la Cottrell riassume la “maschitudine” in 5 punti, c’è una blogger italiana, “Klarissa”, che in un post su 50sfumaturedimamma.com dà un’idea più generale di come sia avere un figlio maschio.
  1. Quel pensiero fisso per auto e ‘gnocche’
    Secondo Klarissa “i maschi, si sa, sono fetenti da subito. Sono MASCHI da subito. A meno di un anno riconoscono già marca e modello delle auto, non di tutte, ovvio, ma di quella di papà, nonno e zio sì. E devi prenderne atto: nel suo sangue scorrono auto e gnocche già a 10 mesi”.
  1. La passione per i vermi
    E a chi pensa che pure nei maschietti ci sia un lato romantico, Klarissa racconta che “avere un figlio maschio significa passeggiare sotto la pioggia con lui, il tuo ometto… Pensate a quanto possa essere romantico, pensate al ticchettìo, all’odore dell’erba… no, no e poi no. Avere un figlio maschio è passeggiare sotto la pioggia e… cercare i vermi. Sì, perché si sa, quando piove, i vermi escono. E i maschi sono lì a cercarli”. Naturalmente, al piccolo va insegnato che “agli animali non si fanno crudeltà. Anche coi vermi, ad esempio, bisogna stare attenti a non calpestarli. ‘Mamma, pensa se ne schiacci uno ciccione col tacco. Bleaaaaaaaaaaaaah! E magari rimane infilzato!’ Dio, ti prego, no. Te lo devo dire che passerai la giornata a guardare attentamente a terra, con questo incubo? E controllerai di non avere tacchi con infilzati vermi tipo spiedo?”.

C’è altro? Sì, certo. Ma lo si scopre solo… vivendo con un figlio maschio!

Fonte:  NostroFiglio.it di Concetta Desando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *